Dolomiti, sinonimo di immensi comprensori, grandi cavalcate sci ai piedi, addirittura “performance check” per misurare i km e i dislivelli fatti (e competere con se stessi e con gli amici). Tutto vero, tutto bello, tutto piacevole, grazie all’organizzazione top del Dolomiti Superski. Ma — e qui ci vuole proprio un“ma” — c’è anche altro. Ci sono anche — e ancora… — le stazioni più piccole, quelle che non impongono di forzare i tempi di discesa, quelle dove i bambini non replicano lo stress cittadino del scuola-tennis-inglese-judo. Quelle dove alla sera si può andare all’après ski, certo, ma anche rintanarsi in hotel davanti al caminetto e a una tisana senza per questo sentirsi fuori luogo.
 
Obereggen è un posto così. Fa parte del Dolomiti Superski — e quindi ne gode i benefici in termini di qualità della neve e degli impianti —, è a mezz’ora da Bolzano ma al tempo stesso lascia assaporare il gusto di uno sci d’altri tempi e si gode il maestoso sfondo del Latemar, che apprezzerete soprattutto arrivando nel tardo pomeriggio di una giornata tersa.
 
Siamo in Val d’Ega, nel comune di Nova Ponente, un’area che, per chi la percorre, del vallivo ha davvero poco, fatta com’è di solchi che si alternano a placidi altopiani soleggiati. Comunque, da qui passa chi da Bolzano vuol raggiungere le trentine Fiemme e Fassa, magari sostando al sorprendente santuario mariano barocco di Pietralba, detto “il Duomo delle Dolomiti”.
 
Ma torniamo a Obereggen. In prima apparenza poco poetica ma molto efficiente — con tutti i servizi, le partenze degli impianti e Loox, il nuovo locale di tendenza per il dopo-sci, raccolti in un’anfiteatro rivolto a sudovest — la stazione offre subito, per il sollievo delle famiglie, un bel parco giochi per i più piccoli, con tapis-roulant, giostra e tutto l’armamentario per i baby quasi sciatori. La zona d’accoglienza è servita da uno skilift e da una facile e breve pista, ottima anche per il riscaldamento dei più grandi, specie quelli usciti sci ai piedi dall’Hotel Sonnalp, che ha la neve della pista che quasi entra nella calda piscina all’aperto.
 


Obereggen, sci d'altri tempi nel cuore delle Dolomiti (e del Superski)

Sulle piste di Obereggen (©Obereggen LatemarAG Ph. Paolo Codeluppi)

Ben carburati da una prima discesa, c’è da scegliere tra due impianti. Noi consigliamo la cabinovia a 8 posti che sale a Laner Alm e che permette di puntare subito al collegamento con Pampeago e con Predazzo. L’idea è infatti di spostarsi subito sui versanti rivolti a sud per godere del primo sole e per trovare ancora neve ben compatta. L’innevamento programmato copre infatti tutto il comprensorio — e la TechnoAlpin, azienda top del settore, ha proprio radici quassù — ma il soleggiamento fa il suo mestiere anche perché le quote oscillano sempre tra i 1500 e i 2000 metri, non di più. Un bel network di piste rosse permette, per chi lo vuole, di costeggiare tutto il massiccio del Latemar scendendo in val di Fassa. Ma a noi piace prendercela comoda e quindi, dopo la puntata sino alla nuovissima seggiovia Leitner a 8 posti Reiterjoch, giriamo le punte degli sci verso casa. E, tornati a Obereggen, prendiamo la lunga seggiovia che ci conduce al rifugio Oberholz.

È, questo, uno dei must dell’intera area sciistica, raggiungibile anche da chi non scia e punto di partenza di una delle belle e frequentate piste da slittino della zona. A renderlo imperdibile sono due elementi: l’architettura ardita e sorprendente, con tre sale a “cannocchiale” le cui dimensioni si scoprono solo all’interno, e la cucina raffinata e semplice al tempo stesso. Gustato il “kaiserschmarrn”, dolce simbolo del rifugio, eccoci sulla rossa che riconduce a Obereggen: è la più bella dell’area e permette di smaltire gran parte delle calorie accumulate.
 
Una seconda discesa, con calma e con il sole in fronte, ci fa rientrare all’auto o, meglio ancora, in hotel (attenti a non cadere sci ai piedi nella piscina…) per il meritato relax.
In alternativa al caminetto, tre volte alla settimana, un potente impianto di illuminazione permette a sciatori e slittinisti di apprezzare il fascino delle discese in notturna dal rifugio Laner. E la sostenibilità? Niente paura, tutta l’energia proviene da fonti idroelettriche, l’acqua per l’innevamento programmato arriva senza dispendio di energia da bacini riempiti con acque di fusione e piovane e, per finire, l’intero villaggio è riscaldato da un impianto che sfrutta gli scarti dell’industria del legno della Val d’Ega.


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Carlo Verdelli
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