Parma è la Capitale Italiana della Cultura 2020. Qui, per tutto l’anno, “ la cultura batte il tempo” e, come  ricordano i promotori – Comune di Parma innanzitutto – lavora per favorire l’abbattimento delle barriere storiche e sociali che complicano le forme di dialogo. La città, comodamente raggiungibile in treno da tutta Italia, si propone di far conoscere ai visitatori i suoi tanti volti: la Parma romana e quella medievale, la città rinascimentale e  barocca, la borbonica e l’illuminista, la rivoluzionaria e l’asburgica, la Parma contadina e la Parma imprenditrice, quella verdiana – dei sentimenti forti e nazionali del melodramma – e la Parma delle barricate antifasciste, quella profonda delle tradizioni popolari, la Parma dell’Oltretorrente e la moderna Parma innovativa e tecnologica.

Il programma dell’evento è un fitto e articolato palinsesto di bellezza, arte e creatività che parte dalla valorizzazione dei beni culturali della città per sconfinare in decine di eventi ai quali cittadini e visitatori sono invitati a partecipare come protagonisti. La visita alla città non può che partire dall’imponente Palazzo della Pilotta, simbolo del potere dei Farnese edificato a partire dal 1583. Deve il nome al cortile dove si praticava il gioco della pelota e oggi ospita la  Biblioteca Palatina, il Museo Archeologico, il  Teatro Farnese e la Galleria Nazionale, che vanta opere di  Correggio, Parmigianino, Domenichino, Tintoretto, Annibale e Lodovico Caracci, Tiepolo,  Canaletto e altri protagonisti dell’arte italiana. Poco lontano, raggiungibile con una breve e piacevole  passeggiata nelle vie del centro storico, sulle quali si affacciano diverse botteghe storiche,  la Cattedrale iniziata verso il 1059 e ritenuta uno degli   edifici romanico-padani più rappresentativi. All’interno si ammirano la cupola dipinta dal Correggio tra il 1525 e il 1530, la splendida Deposizione dell’Antelami murata nel transetto e altre altre opere di pregio. Il vicino Battistero, iniziato nel 1196 da Benedetto Antelami e concluso nel 1307, è un edificio simbolo del passaggio  dal tardo romanico al gotico,  ritenuto una tra le più alte espressioni dell’arte in Italia.


Parma, via all'anno della Cultura

Parma 2020 (foto Edoardo Fornaciari)

Prima di dedicarsi agli appuntamenti di Parma 2020 vale la pena visitare anche l’ottocentesco Teatro Regio, uno dei più importanti d’Italia; il cinquecentesco Palazzo del Giardino con il Parco Ducale e la Camera di San Paolo, con gli affreschi del Correggio. Il primo segno tangibile di Parma 2020 Capitale Italiana della Cultura lo troviamo nel Palazzo del Governatore, di origine trecentesca, dove fino al 3 maggio si visita la mostra Time Machine che invita a riflettere su come l’invenzione dell’immagine in movimento abbia modificato la nostra percezione del tempo e dello spazio, il nostro vedere, sentire e interagire con ciò che ci circonda. Ospita opere di artisti come Douglas Gordon, Rosa Barba, Tacita Dean, Stan Douglas, e filmmakers come Martin Arnold, Harun Farocki, Jean-Luc Godard e Bill Morrison. La Galleria San Ludovico e i Portici del Grano sono invece dedicati alla sostenibilità alimentare con la mostra “ Noi, il cibo, il nostro pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile” che fino al 13 aprile  coinvolge i visitatori sul tema  attraverso esperienze multimediali e fotografie di grandi autori. La terza mostra visitabile in questa prima fase di Parma 2020 si trova nel settecentesco  Palazzo Pigorini ed è dedicata alla Gazzetta di Parma, quotidiano che dal 1735 racconta le vicende del territorio e la storia della città, diventandone esso stesso parte. Nel corso dell’anno si annunciano altri importanti appuntamenti.

In aprile apre alla Crociera dell’Ospedale Vecchio l’esposizione “ Hospitale – Il futuro della memoria”, grande installazione  che racconterà la storia dell’Hospitale nato dalle acque – i suoi canali, i mulini, le alluvioni – attraverso la presenza virtuale di due attori che assumeranno di volta in volta il ruolo di “io narrante” o di testimone degli eventi. Il grande artista indiano Anish Kapoor svilupperà un progetto in dialogo con il territorio; nel Battistero saranno collocate a terra le  statue dei Mesi e delle Stagioni di Benedetto Antelami, solitamente ubicate nel loggiato interno; l’illustratore austriaco Francesco Ciccolella presenterà una sua antologica; nella mostra Labirinti due figure nobili e sapienti – Umberto Eco e Jorge Luis Borges – accompagneranno, con transiti multimediali di parole e pensieri, i visitatori nel labirinto della storia. Parma 2020 può essere anche l’occasione per andare alla scoperta del territorio che circonda la città. In particolare dei numerosi castelli aperti al pubblico, da quello di Torrechiara a quello di Bardi, passando dalla Rocca di Felino e dal Castello  di Compiano, fino ad arrivare alla cinquecentesca  Reggia di Colorno, diventata poi Palazzo Ducale di  Maria Luigia d’Austria. 


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Carlo Verdelli
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